Otto anni fa non c'era storia: per ogni italiano che al ristorante ordinava una birra, ce ne erano 2 che bevevano vino. Oggi, invece, la situazione si è equilibrata con, addirittura, un leggero vantaggio per la bionda che, nei pasti fuori casa del fine settimana affianca il vino (42,6% la birra, 41,9% il nettare di bacco), mentre in quelli feriali lo supera ormai di circa 2 punti percentuali, 21,8% a 19,6%. A rivelarlo, l’ultima indagine di ISPO/Assobirra “Gli italiani e la birra 2011”.
In valori assoluti, la ricerca ISPO/AssoBirra conferma che è il fattore gusto, per 6 italiani su 10, il principale motivo di scelta di questa bevanda; il 16,5% dei consumatori beve birra perché “è leggera”, e c'è anche un significativo 8,7% che la sceglie “per abitudine”. L'ultimo anno consolida l'immagine positiva di questa bevanda: cresce la percezione che la birra sia rinfrescante (7,2 in una scala da 1 a 10), naturale (7), piacevolmente amara, conveniente (6,8), facilmente digeribile (6,6), poco alcolica (6,4), adatta a tutti gli ambienti e le occasioni (6,3) e adatta al gusto femminile (7,1).
Quanto ai consumi, in un anno si è passato dal 58,5 % al 72,4%: un aumento pari al 14% del totale dei maggiorenni intervistati. Il gradimento verso la birra sale in proporzione alla conoscenza del prodotto. Si tratta di una realtà rilevante e in sensibile crescita: 10% degli italiani lo scorso anno, 12,4% nel 2010. Parliamo di 6,2 milioni di italiani che si accostano alla birra con più curiosità e meno pregiudizi, che nella birra hanno scoperto un nuovo mondo del piacere, del conoscere e del bere all'italiana. Tanto che tra loro i consumatori di birra salgono al 66,2% del campione (10% in più della media nazionale).
I consumatori di birra nei pasti fuori casa sono aumentati nell'ultimo anno del +148%; un dato su tutti: birra e vino sono rispettivamente al 46,9% e 47% nei pasti fuori casa del week end e dei giorni festivi, quelli in cui più speso gli italiani consumano maggiormente birra.
Ma la tendenza a portare la birra in tavola comincia a conquistare anche le tavole “domestiche”. Le più ostiche ad aprirsi a questa bevanda. Per la prima volta negli ultimi 7 anni, si registra infatti un significativo incremento (più del doppio) di quanti consumano birra a pasto a casa, che passano dal 3% a 7,6%. Tra le spiegazioni c'è il fatto che la birra inizia ad essere ingrediente rilevante delle cene “speciali” con amici e parenti. In queste occasioni, 1 volta su 3 in tavola arriva una buona birra. La beviamo quasi sempre in accompagnamento al cibo, come consigliano i nutrizionisti. Mentre solo il 9,4% dei consumi si verifica fuori pasto. In quest'ambito, la birra si conferma bevanda regina: soprattutto nei pasti dei giorni festivi al ristorante (42,6%) e nelle cene fuori dei giorni feriali (30,9%). Del resto, sono ormai più di 300 i ristoranti forniti di carta delle birre, per non parlare delle pizzerie, dove l'accoppiata “pizza & birra” è una bandiera del gusto low cost da oltre 30 anni.
Amante del nettare di Cerere, da diversi mesi mi cimento nella preparazione di birre artigianali e per questo ho pensato di condividere sul web le mie esperienze con tutti gli Homebrew. Il nome Lupulone mi è sembrato molto appropriato ed eufonico e sta ad indicare uno dei Principi Amari che compongono il Luppolo secco.
domenica 10 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
LA BIRRA ITALIANA SFONDA NEI PUB INGLESI
È un po’ come vincere la Palma d’Oro a Cannes, una soddisfazione enorme, specie perché ottenuta in casa di chi la birra l’ha elevata a simbolo di un “way of life” secolare: la birra italiana conquista i pub inglesi, con un aumento impressionante delle quantità esportate alla corte di Sua Maestà, pari al 37% ,
in un Paese che, in tema di birra, si scopre fortemente nazionalista nei consumi e tradizionalmente attento alla qualità. Il dato, che riguarda il primo trimestre 2011, conferma la Gran Bretagna e gli Usa come i primi mercati per l’export di birra italiana che, invece, non sfonda in Germania.
in un Paese che, in tema di birra, si scopre fortemente nazionalista nei consumi e tradizionalmente attento alla qualità. Il dato, che riguarda il primo trimestre 2011, conferma la Gran Bretagna e gli Usa come i primi mercati per l’export di birra italiana che, invece, non sfonda in Germania.
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