giovedì 22 novembre 2012

LA STEAM BEER

In California esiste una birra assolutamente unica e tradizionalissima che è sempre più raro trovare da questa parte dell’Atlantico: la Steam Beer. Questo stile non è certo tra i più conosciuti, ma è l’unico vero tipo di birra originario degli USA; la sua storia e la sua creazione infatti si perdono tra le leggende della costa occidentale di fine Ottocento, della conquista del far-west e della corsa all’oro. Intorno al 1890, quando i cercatori d’oro arrivavano nei piccoli centri urbani dell’ancora selvaggio ovest, si scontravano con realtà completamente diverse da quelle delle grandi e civilizzate città dell’east-cost. In California la maggior parte della popolazione era messicana e si beveva per lo più vino e tequila, mentre i minatori cercavano le birre ed in particolare le moderne e apprezzatissime Lager. I pochi produttori di birra presenti però non possedevano le tecnologie di refrigerazione necessarie alle basse fermentazioni che dovevano ancora giungere fino a qui. Senza il ghiaccio e con metodi rudimentali, ci si ingegnò allora utilizzando, nel processo di birrificazione, i lieviti caratteristici delle Lager a temperature più alte, usuali per le Ale. Per aiutare la fermentazione erano usati tini poco profondi. La birra generata era molto particolare e ben carbonata. Sono molteplici le versioni sulla natura del nome steam – in inglese vapore – di questo stile; c’è chi dice che la birra, esposta sui tetti all’aria della notte californiana dopo la cottura, nel raffreddare emanasse un gran vapore; altri sostengono invece che, a causa dell’alta carbonazione, quando si inseriva la spina ai barili, uscisse una gran sbuffata di gas; è però anche possibile che l’accezione derivasse dal voler far vanto, da parte dei birrai dell’ovest, dell’uso delle più moderne tecnologie a vapore. La fabbrica che per eccellenza lega indissolubilmente la propria storia a questo stile è la Anchor Brewing Company di San Francisco. Durante gli anni Sessanta l’azienda attraversò un difficilissimo periodo economico ed era destinata alla chiusura. Fu solo grazie ad un entusiasta ed intraprendente estimatore, Fritz Maytag, se Anchor non fallì e se ancora oggi è universalmente riconosciuta come una delle brewery artefici della renaissance della birra americana.

martedì 20 novembre 2012

PILLOLE DI STORIA: LE ORIGINI DELLA BIRRA

La birra è una delle bevande più antiche prodotte dall'uomo, probabilmente databile al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell'antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C.. Poiché quasi qualsiasi sostanza contenente carboidrati, come ad esempio zucchero e amido, può andare naturalmente incontro a fermentazione, è probabile che bevande simili alla birra siano state inventate l'una indipendentemente dall'altra da diverse culture in ogni parte del mondo. È stato sostenuto che l'invenzione del pane e della birra sia stata responsabile della capacità dell'uomo di sviluppare tecnologie e di diventare sedentario, formando delle civiltà stabili. È verosimile che l'invenzione della birra sia infatti simultanea a quella del pane; poiché le materie prime erano le stesse per entrambi i prodotti, era solo "questione di proporzioni": se si metteva più farina che acqua e si lasciava fermentare si otteneva il pane; se invece si invertivano le quantità mettendo più acqua che farina, dopo la fermentazione si otteneva la birra. Si hanno testimonianze di produzione della birra addirittura presso i Sumeri. Proprio in Mesopotamia inoltre pare che sia nata la professione del birraio, e testimonianze riportano che parte della retribuzione dei lavoratori veniva corrisposta in birra. Due erano le principali tipologie prodotte nelle case della birra: una birra d'orzo chiamata sikaru (pane liquido) e un'altra di farro detta kurunnu. La più antica legge che regolamenta la produzione e la vendita di birra è, senza alcun dubbio, il Codice di Hammurabi (1728-1686 a.C.) che condannava a morte chi non rispettava i criteri di fabbricazione indicati (ad es. annacquava la birra) e chi apriva un locale di vendita senza autorizzazione. Nella cultura mesopotamica la birra aveva anche un significato religioso: veniva bevuta durante i funerali per celebrare il defunto ed offerta alle divinità per propiziarsele. La birra aveva analoga importanza in Antico Egitto, dove la popolazione la beveva fin dall'infanzia, considerandola anche un alimento ed una medicina. Addirittura una birra a bassa gradazione o diluita con acqua e miele, veniva somministrata ai neonati quando le madri non avevano latte. Anche per gli Egizi la birra aveva un carattere mistico, ma tuttavia c'era una grossa differenza rispetto ai Babilonesi: la birra non era più un prodotto artigianale, ma era divenuta una vera e propria industria con i faraoni che possedevano addirittura delle fabbriche. Si parla di birra anche nella Bibbia e negli altri libri sacri del popolo ebraico come il Talmud; nel Deuteronomio si racconta che durante la festa degli Azzimi si mangiava per sette giorni il pane senza lievito e si beveva birra. Lo stesso avveniva durante la festività del Purim. La Grecia, sicuramente più orientata sul vino, non produceva birra, ma ne consumava parecchia, soprattutto per le feste in onore di Demetra e durante i giochi olimpici durante i quali era vietato il consumo del vino. La bevanda arrivava in Grecia tramite i commerci dei fenici. Anche gli Etruschi e i Romani preferivano di gran lunga il vino, tuttavia ci furono personaggi famosi che divennero sostenitori della birra, come ad esempio Agricola, governatore della Britannia, che una volta tornato a Roma nell'83 d.C. portò con sé tre mastri birrai da Glevum (l'odierna Gloucester) e fece aprire il primo "pub" nella penisola italiana. I veri artefici della diffusione della birra in Europa furono comunque le tribù Germaniche e Celtiche. Questi ultimi in particolare si stanziarono in Gallia e in Britannia, ma soprattutto in Irlanda, dove addirittura esiste una leggenda secondo la quale gli irlandesi discendano da un popolo di semidei chiamati Fomoriani che avevano la potenza e l'immortalità grazie al segreto della fabbricazione della birra, che fu loro sottratto dall'eroe di Mag Meld. Molti non riconoscerebbero come "birra", ciò che bevevano i primi abitanti dell'Europa, in quanto le prime birre contenevano ancora al loro interno i prodotti dai quali proveniva l'amido (frutta, miele, piante, spezie). Il luppolo come ingrediente della birra fu menzionato per la prima volta solo nel 822 da un abate Carolingio e di nuovo nel 1067 dalla badessa Ildegarda di Bingen. Fu proprio merito dei monasteri durante il Medioevo il salto di qualità nella produzione della bevanda. Persino le suore avevano tra i loro compiti quello di produrre la birra, che in parte era destinata ai malati e ai pellegrini. Anche in Gran Bretagna la birra prodotta dalle massaie veniva messa a disposizione delle feste parrocchiali, ed utilizzata per scopi umanitari. In Inghilterra in particolare, la birra divenne bevanda nazionale in quanto l'acqua usata per la sua produzione veniva bollita e quindi sterilizzata. La birra prodotta prima della rivoluzione industriale era principalmente fatta e venduta su scala domestica, nonostante già dal settimo secolo d.C. venisse prodotta e messa in vendita da monasteri europei. Durante la rivoluzione industriale, la produzione di birra passò da una dimensione artigianale ad una prettamente industriale, e la manifattura domestica cessò di essere significativa a livello commerciale dalla fine del XIX secolo. Lo sviluppo di densimetri e termometri cambiò la fabbricazione della birra, permettendo al birraio più controlli sul processo e maggiori nozioni sul risultato finale. Inoltre, sempre nello stesso periodo furono eseguiti studi specifici sul lievito, che permisero di produrre la birra a bassa fermentazione, di gran lunga la più diffusa nel mondo.

domenica 23 settembre 2012

SEASON LUPULONE PARTE DUE

Come precedentemente scritto sul post del 13 giugno scorso, dopo essermi cimentato nella produzione di una Season aromatizzata con agrumi ed erbe, vi illustro ora il giudizio che posso dargli. Colore "aranciato" e per questo l'ho chiamata ORANGE, schiuma frizzante e abbastanza persistente; sentori dolci di fiori di campo che trova riscontro al palato con una lieve nota dolce anche se il finale ha il giusto grado di amaro. Buon bilanciamento ! Per essere alla mia prima esperienza devo dire di essere rimasto soddisfatto e di aver rispettato i canoni di questo stile che la vede birra estiva, fresca e dissetante.
Guarda con cosa la puoi degustare ! http://pinterest.com/pin/251849804132960343/

lunedì 3 settembre 2012

CURIOSITA' NEL BERE DAGLI STATES

Da un sondaggio fatto negli States, emerge che il 66% delle persone, beve alcolici, in media 4,2 drink a settimana. Birra, soprattutto, scelta come bevanda alcolica preferita dal 39% dei bevitori, sul 35% del vino e il 22% dei liquori. Ma la proporzione si ribalta quando scendono in campo le donne: se tra gli uomini, come prima scelta, spadroneggia “la bionda” con il 55% delle preferenze, e con il nettare di Bacco “relegato” al 20%, tra il gentil sesso il vino è preferito nel 52% dei casi. Roba da donne, dunque, il vino negli States, e non da giovanissimi: se la birra è preferita dal 45% delle persone tra 18 e 54 anni, dai 55 in poi vini rossi, bianchi e bollicine spadroneggiano nel bicchiere. Ma il gusto degli americani per il bere cambia, eccome, anche a seconda della longitudine: nella East Coast il nettare di Bacco è la bevanda alcolica favorita, al Sud è al pari della birra, che vince a Ovest e nel Midwest degli States.

QUESTA BIRRA NON S'HA DA FARE

“Birra Duff” pomo della discordia tra la 20th Century Fox e due birrai colombiani. Il marchio di birra,inventato dai produttori della serie di cartoni animati “The Simpsons”, ha avuto talmente tanto successo da diventare oggetto di numerosi tentativi di commercializzazione, ultimo quello di 2 fratelli colombiani, Alvaro e Oscar Ballesteros, che hanno messo in vendita in tutto il mondo la birra preferita di Homer, scatenando le ire della 20th Century Fox, che ha citato in giudizio i fratelli per violazione del copyright in Colombia. La palla, adesso, passa ai giudici. In caso di vittoria dei Ballestreros, la casa di produzione americana sarà accusata di “product placement”?

mercoledì 25 luglio 2012

RICETTA: UOVO IN CAMICIA DI BIRRA

La scorsa domenica avevo un po' di tempo ed ho deciso di stupire mia moglie: oggi preparo io qualcosa di sfizioso! Avevo in frigo una birra americana dallo stile mai provato prima, una Scotch Ale di 8,2%, quindi robusta. Perchè non provare ad impreziosire delle uova che avevo accanto alla birra insieme a del buon pecorino? Ed ecco allora l'idea di fare una English breakfast all'italiana. Ingredienti per due persone: 2 uova 40 cl. di birra 1/2 litro di latte 40 gr. di burro 40 gr. di farina 20 gr. di pecorino 20 gr. di speak tagliato a dadini olio extra vergine di oliva PREPARAZIONE DELL'UOVO IN CAMICIA Prendere della pellicola per microonde stenderla sul tavolo, spennellarla con l'olio che servirà per creare il contenitore dove cuocere l'uovo. Prendere quest'ultimo aprirlo e rovesciarlo sulla pellicola; afferrare i quattro lembi e chiuderlo a sacchetto dopo averci versato la birra. Mettete a cuocere i sacchetti in acqua bollente per almeno 10 minuti.
Nel frattempo, vedendo mia moglie annoiata, le ho dato il compito di preparare la besciamella:BESCIAMELLA E CREMA DI PECORINO. Scaldare latte e burro in una pentola evitando di farlo bollire. Nel contempo mescolando aggiungere la farina che abbiamo provveduto prima a setacciare per evitare la formazione di grumi.Lasciare sul fuoco fino ad ottenere una buona consistenza.Preparata la besciamella aggiungere il pecorino ed amalgamare il tutto con l'aiuto di un frullatore per ottenere il composto cremoso.
IMPIATTAMENTO Ecco il momento del grande chef:l'impiattamento. Versare la crema di pecorino in un piatto fondo avendo cura di farla raffreddare un po' per aumentarne la consistenza. Aprite il sacchetto contenente l'uovo, scolate l'eventuale eccesso di birra e posizionatelo al centro del piatto; salate a piacimento. Infine posizionate intorno all'uovo lo speak precedentemente tagliato ed il piatto è pronto!
Per finire mi preme darvi un consiglio: come birra utilizzate una Stout o una Pils che meglio si abbinano all'uovo rispettivamente per gli aromi tostati o luppolati. Aspetto impressione dai miei amici cuochi e ristoratori !

giovedì 19 luglio 2012

OATGOOP : PROVATA PER VOI

Quest'oggi mi sono imbattuto in una birra stile Barley wine, con una etichetta che mi ricorda gli anni in cui ero particolarmente legato all'heavy metal e ai suoi simboli. Nata dalla collaborazione di due birrifici (come si nota anche in etichetta), uno americano e l'altro danese. Non saprei come definire questa birra, ma sicuramente l'aggettivo "wine" è quello più azzeccato. Birra dal colore giallo molto carico, tendente all'arancione, con un cappello di schiuma apprezzabile, anche se fine e non persistente. Al naso già si intende subito che sarà una birra dolce con note di uva passa, prugna e malto carmmellato. Al palato è una marmellata di gusto, troppo esagerato per le mie pupille, anche se di buona struttura, rotonda, ma che alla lunga risulta stucchevole. Sicuramente non è il mio stile di bere, ma la vedo bene accompagnata a fine pasto con biscotti secchi e crostata.

lunedì 16 luglio 2012

PROVATA PER VOI : O'HARA IPA

Toglietemi tutto ma non la mia O'HARA ..... dopo la Stout, la Ale ora anche l'IPA. Frizzantezza, amaro e aroma sono i primi tre aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questa birra, semplice da bere ma piena al palato. L'unica nota stonata la scarsa schiuma per un cappello quasi evanescente. Da consigliare anche per pasteggiare con fritti datosi che ha una buona acidità che pulisce il palato e crea salivazione. Come tutte le irlandesi non tradisce.....

mercoledì 11 luglio 2012

BUDWEISER SI BEVE CORONA

Budweiser si appresta a rafforzarsi nel controllo della Corona, con la quale potrà consolidare la propria leadership a livello globale. Il colosso della birra Anheuser-Busch InBev, a cui fa capo Budweiser, è infatti vicino a prendere il totale possesso del Grupo Modelo, il colosso messicano produttore della Corona di cui detiene al momento il 50%. Il valore dell’operazione, riporta “The Wall Street Journal”, è di 12 miliardi di dollari.

mercoledì 20 giugno 2012

GLI ITALIANI AMANO LA "BIONDA"......

La passione degli italiani per la birra non conosce crisi: deflagrata negli ultimi due, tre anni, oggi riguarda il 71% degli italiani, che si dichiara consumatore di birra, contro il 78,6% dei bevitori di vino,ancora al primo posto tra le bevande alcoliche preferite. Ma, come ricorda Renato Mannheimer, che per AssoBirra ha indagato il rapporto tra la “bionda” e gli italiani, “siamo di fronte alla bevanda alcolica più “democratica” e più versatile che ci sia, c’è una birra per tutte le stagioni e per tutte le occasioni di consumo, con il minimo comun denominatore del prezzo contenuto”.

mercoledì 13 giugno 2012

SAISON LUPULONE

Visto che dovrebbe arrivare l'estate, mi sono cimentato nella preparazione di una Saison anche se da me rivisitata "all'italiana". Rivisitata xchè ho pensato di aromatizzarla con i nostri frutti e fiori di stagione, senza standardizzarla con i classici aromi e spezie previste nella ricetta tipica. Ho usato tra l'altro anche del malto Cara20 e del grano non maltato coltivato biologicamente da mio zio. Come luppoli ho utilizzato del Saaz per l'aroma e dello Styrian Golding per l'amaro. Densità iniziale 1061. In questo momento sta terminando la sua fermentazione dopo il primo travaso. Ci aggiorneremo più avanti per la sua evoluzione.

150 ANNI DELLA CHIMAY

Quest'anno è il 150esimo anniversario della Trappista CHIMEY. Tutto ebbe inizio nel 1850 quando dei frati provenienti dall'Abbazia di St. Sixtus di Westvleteren, si trasferirono per stabilirsi nella zona di Scormount per edificare l'abbazia di Notre-Dame de Scormount, ancora oggi esistente. Le terre in questione furono loro donate dal principe di Chimay. L'ordine dei frati è quello dei Cistercensi della stretta Osservanza, che prevede che l'ordine debba vivere dei proventi derivati esclusivamente dal loro lavoro; così oltre alle attività dei campi nel 1862 iniziarono a produrre birra e nel 1876 formaggio. Nel 1974 la produzone di formaggio, la linea di imbottigliamento e tutta la logistica vien trasferita a Baileux, centro vicino all'Abbazia. Il birrificio invece, rimane ancora all'interno dell'Abbazia e produce le tre tipologie che tutti conosciamo: la Rouge, la Triple, la Bleue oltre alla Doree non commercializzabile. L'attuale produzione supera i 150.000 ettolitri/annui. L'utile ricavato viene reinvestito nell'Abbazia e/o serve per fare beneficenza.

domenica 10 giugno 2012

LA REIDRATAZIONE DEI LIEVITI

La reidratazione è l'operazione indispensabile per ripristinare il metabolismo della cellula del lievito. Ecco la procedura: versare lentamente ed in modo regolare il lievito secco attivo in una quantità di acqua con zucchero pari a circa 10 volte il suo peso; utilizzare espressamente acqua calda tra i 35 e 40° C; lasciare riposare il lievito per circa 10 minuti e poi agitare, per ottenere una buona sospensione; attendere altri 10 minuti, e ad intervalli regolari mescolare ed aggiungere mosto da fermentare. Importante: la differenza di temperatura tra il lievito reidratato ed il mosto da fermentare non deve superare i 10° C.

sabato 9 giugno 2012

PROVATA PER VOI: CURIM O'HARA'S

Non c'è storia....l'irlanda non è seconda a nessuno in quanto a birra! Basta provare questa semplice birretta di frumento di solo 4% ed accorgersi della complessità e del know how brassicolo della tradizione celtica. CURIM infatti, è il termine che le antiche popolazioni gaeliche hanno utilizzato per indicare la birra. Aspetto limpido dal colore giallo paglierino, schiuma fine e aderente. All'olfatto note agrumate con una discreta persistenza. Al gusto buona l'acidità e quindi la freschezza accompagnata da note speziate. Il risultato è una birra chiarameente rinfrescante, leggera, molto facile da bere e indimenticabilmente piacevole.

mercoledì 30 maggio 2012

PROVATA PER VOI : O'ARHA'S BEER

Dono gradito del mio fratello irlandese, per questa birra artigianale di Dublino, nuova ma che sta riscuotendo molto successo. Successo dimostarto dal fatto di essere un'ottima Stout. Dal colore nero impenetrabile, schiuma color cappuccino densa e fragrante, con evidenti sentori di caffè e piccole note sfumate di liquirizia. Ottimo corpo, leggera frizzantezza con quel giusto retrogusto di amaro persistente quanto basta. Giudizio complessivo più che buono..... mi sembrava per qualche istante di assaporare una pinta al mitico pub di Johnny Fox !

domenica 27 maggio 2012

YELLOW BY LUPULONE

Oggi ho provato la mia Pils YELLOW di cui vi parlavo nei miei precedenti post. E' ancora molto giovane, visto che è stata imbottigliata il 29 Aprile scorso, ma la mia curiosità era tanta che ho dovuto aprire una bottiglia. L'ho degustata con un piatto di fritto e verdure grigliate. Il colore non è proprio paglierino ma è piuttosto carico (forse per l'utilizzo di un pò di malto Vienna),abbastanza limpida con una buona schiuma. Molto fresca e già con un discreto corpo, ha un buon amaro molto persistente. Decisamente fiero!

sabato 19 maggio 2012

PROVATA PER VOI: COMMEMORATIVE ALE

Anche oggi ho provato una birra giapponese ad alta fermentazione: COMMEMORATIVE ALE della KIUCHI BREWERY. Questa a differenza di altre birre giapponesi mi ha un pò deluso: schiuma inesistente (fattore negativo per la maggior parte delle birre),poco corpo e sentori di malto molto deboli e poco persistenti. Andando a spulciare la scheda tecnica, ho notato che oltre ad avere 4 varietà di luppoli, aveva anche molte spezie, come la vaniglia, il coriandolo, la buccia di arancia etc.; al naso e nel retrogusto però non sono riuscito a sentirle. Mi spiace, ma sicuramente questa birra non mi ha lasciato nessuna impressione positiva.

domenica 13 maggio 2012

YELLOW

Oggi ho etichettato le mie nuove creature: le YELLOW,la Pilsner di cui vi ho parlato nel post del 30 aprile, che ha terminato la 2° fermentazione e adesso si prepara ad almeno un mese di affinamento prima di poterne assaggiare i risultati.

sabato 12 maggio 2012

PROVATA PER VOI: HOBO

Oggi ho deciso di imbattermi in una birra svizzera, anche se del canton Ticino,dall'etichetta accattivante, giovanile e "...esagerata". Parliano della birra artigianale HOBO, stile IPA, della Bad Attitude. Colore ambrato, limpida (anche se con moltissimo sedimento sul fondo per una bottiglia da 33 cl.)e con una schiuma fragrante e persistentissima,tanto che non pensava di andarsene dal bicchiere anche dopo che avevo terminato di bere tutta la birra.All'olfatto evidenti i sentori di luppolo anche se con intensità debole, mentre il suo corpo lasciava molto a desiderare, in quanto non riempiva il palato, con un finale decisamente "liscio". Anche l'amaro, caratteristica di questo stile di birra, non era evidentissimo e con un finale corto. Andando infatti a spulciare il sito della Bad Attitude e consultando la scheda tecnica della HOBO,ho trovato questa nota: "Birra pensata per essere dissetante,per non richiedere eccesso di cognizione, per essere bevuta nei vagabondaggi serali lungo le strade". Nulla di più vero!

sabato 5 maggio 2012

MAERZEN BEER

Oggi ho provato, anche se anzitempo, la mia penultima creazione, la MAERZEN BEER.Sentore di malto carammellato, buona tenuta di schiuma, abbastanza persistente, deve solo chiaramente evolvere un pò in robustezza nel corpo. L'ho degustata con un piatto tipicamente inglese: uova e wustell.

mercoledì 2 maggio 2012

PARLIAMO DI PORTER

La Porter è nata in Inghilterra nel 1700, più precisamente a Londra ed è considerata padre della stout. Il suo nome deriva dal fatto che erano i facchini (porters)i clienti maggiori in quanto aveva un basso costo di produzione. Infatti a quel tempo il regime fiscale non teneva conto dell'alcool bensì del tipo di malto. Infatti i malti scuri avevano costi di produzione molto più bassi in quanto venivano essiccati con la legna.Inizialmente la porter era scadente in quanto prodotta con malti scuri scadenti che davano alla birra un colore marrone e strani sentori, che venivano poi coperti da dosi massicce di luppoli anch'essi di bassa qualità. Le cose inizarono a cambiare quando con il miglioramento tecnologico la maltazione dei malti pale divenne più economica e quindi anche le porter cominciarono ad avere anche una parte di malti chiari che la portarono ad avere l'attuale colore nero. Il successo fu veloce tanto che si estese anche negli USA. Oggi la Porter è una birra scura dal corpo esile e gradazione tra i 4 e i 6 gradi alcolici. Al naso si apprezzano note di aromi tostati, caffè, spesso uniti a sentori dolci di frutta cotta e secca.

martedì 1 maggio 2012

PROVATA PER VOI: UNDERLING JUL

Mi sono imbattuto quest'oggi nella mia prima birra norvegese, che non sapendo trattavasi di una birra stagionale e nello specifico di una classica "birra di natale". Per la verità non molto classica in quanto amara e molto "verde" e quindi non le classiche birre dolci e molto alcoliche. Ma andiamo per ordine: non appena versata sul bicchiere si nota subito una buona schiuma fragrante e molto persistente fino alla fine. Il colore è scuro anche se non impenetrabile. Le note migliori si apprezzano adesso: sentori esclusivamente erbaceo, dove si nota sicuramente menta, chinino e forse rabarbaro; manca quindi assolutamente il sentore di luppolo o malto. Infatti al palato ha un retrogusto amaro, persistentissimo con un corpo deciso. Io con una degustazione alla cieca l'avrei sicuramente catalogata come un amaro; però ho apprezzato questo stile veramente estremo per una birra e spero di trovare altre novità, visto che ho ancora in cantina altre birre della NOGNE O.

lunedì 30 aprile 2012

NUOVA VERSIONE DELLA MIA PILNER

Ieri ho imbottigliato la relise 1 della mia Ricetta PILSNER, con l'aggiunta finale di un pò di buccia di arancia. La ricetta è stata la seguente, con fermentazione a 15°C per 2 settimane, con un travaso intermedio: Estratto di malto liquido light Estratto di malto secco Malto Vienna malto Pilsner fiocchi di Frumento Malto Cara Pils luppolo Saaz Buccia di arancia fresca Irish moss lievito Saflager S-23
Vi farò sapere fra un paio di mesi.... Ecco invece alcuni momenti dell'imbottigliameno.

mercoledì 25 aprile 2012

PROVATA PER VOI: TEIKOKU IPA

Visto che mi era piaciuta la mia prima birra Giapponese, ho fatto il bis sempre con una Baird Beer in stile IPA la TEIKOKU IPA. Questa volta non sono rimasto entusiasta poichè gia l'aspetto non era molto limpido con evidenti e grossolani depositi in sospensione e non ben compattati come solitamente sul fondo. Al naso oltre le note di luppolo (a me è sembrato di riconoscere lo S.Golding )si apprezzava anche il sentore di malto anche se non ha un corpo deciso e una lunga persistenza finale. Ottimo invece il cappello di schiuma compatto e durevole fino all'ultimo sorso. Decisamente migliore la precedente, forse perchè "IMPERIAL"? :-)

martedì 17 aprile 2012

PROVATA PER VOI: SURUGA BAY IMPERIAL IPA



Oggi mi sono cimentato nella mia prima birra orientale; nella fattispecie BAIRD BEER Giapponese in stile IPA. L'aspetto era torbido ma al naso erano evidenti i sentori di diversi luppoli ben amalgamati tra loro.Buono il cappello di schiuma che persisteva fino alla fine del bicchiere. Al palato aveva un ingresso abbastanza acido ma rotondo con una persistenza di retrogusto chiaramente amaro lunghissima.

domenica 15 aprile 2012

PROVATA PER VOI: 2XIPA



Premetto che non sono un amante di birre amare, ma questa Doppia IPA mi ha veramente stupito. Un naso dirompente dal mix di luppoli, compattezza di schiuma persistente fino all'ultimo sorso, giusto corpo accompagnato da un amaro equilibrato; unico appunto la eccessiva frizzantezza che alla lunga la rende non facilmente digeribile.

venerdì 6 aprile 2012

AUGUSTIJN: PROVATA PER VOI



Ho ricevuto 2 bottiglie da un importatore di vino belga che ho conosciuto per motivi di lavoro. Secondo lui è un'ottima birra che mantiene la tradizione dei frati che dal 1925 hanno iniziato a produrla nel loro monastero di Ghent. Jozef Van Steenberge oggi ha rilanciato questa birra non pastorizzata che dal 1982 viene fatta rifermentare la seconda volta in bottiglia.Bionda, colore chiaro, sentore di malto e caramello, rotonda al palato. Segue una mia scheda di valutazione.